• Lesotho2
  • Lesotho3
  • Lesotho4
  • Lesotho6
  • Lesotho7
  • Lesotho8

Agricoltura

Rispetto all’area totale del Lesotho, appena un quarto è potenzialmente coltivabile. Meno della metà di quest’area è adatta per l’agricoltura, il resto dei terreni vengono utilizzati per il bestiame. La produzione dei raccolti vale il 70 per cento del PIL agricolo, mentre la produzione di bestiame il trenta percento.

Agricoltura arabile

lesotho basotho001Gli agricoltori coltivano principalmente granturco, sorgo e frumento sull’80 percento della superficie totale coltivata. Il granturco è la coltura di gran lunga più importante e a maggior rendimento e conta quasi due terzi delle coltivazioni. Altri importanti colture comprendono: frumento, legumi, sorgo, orzo, frutta e patate dolci. Poichè la maggior parte del sistema agricolo è irrigato come unico mezzo dalla pioggia, la produttività tende ad essere scarsa.

I problemi all'agricoltura arabile, come le imprevedibile condizioni agro-climatiche, la carenza di manodopera agricola e la mancanza di capitale per gli investimenti, hanno provocato nel corso degli ultimi anni una diminuzione della superficie coltivata a cereali. Sono state adottate strategie per contribuire al rilancio del sub settore includono programmi volti a incoraggiare il block farming e l’agricoltura di conservazione (conservation agriculture ).

Il sistema del “block farming” richiede che gli agricoltori di una particolare zona agricola piantino colture per semplificare la gestione di tali colture. Introdotta nel 2005, l’agricoltura di conservazione mira ad aumentare il raccolto e prevenire l'erosione del suolo attraverso l'applicazione di tecniche che riducono l’impatto negativo del suolo, girandolo solo una volta invece del comune sistema di coltivazione, in cui si ara e poi si pianta.

Più di 700 Acres sono stati piantati con granturco e sorgo a Mohalinyane con il sistema del “block farming”; oltre cento ettari sono stati piantati con fagioli e sorgo per provare il sistema della agricoltura di conservazione a Tsoloane nelle stagioni agricole 2006/07. Circa trecento agricoltori sono stati impegnati nel progetto, con fondi e macchinari provenienti dal  programma per l’agricoltura sostenibile e di gestione delle risorse naturali (Sustainable Agriculture and Natural Resource Management Programme -SANReMP)   ed il supporto tecnico del Dipartimento dell'Agricoltura e il World Vision.

Nonostante la forte siccità del 2006/07, la seconda fase del progetto pilota sul cotone è stato completato con successo, dimostrando che il cotone è in grado di crescere in Lesotho anche in condizioni difficili. Le prime due fasi sono state sperimentate dal Centro principale di ricerca del ministero dell'agricoltura in Maseru (Main Research Centre of the Ministry of Agriculture) e sono previste ulteriori e più approfondite ricerche per le diverse regioni del paese al fine di determinare la reale redditività commerciale del cotone.

Allevamento del bestiame

lesotho famers miss out agricultural infoIl sub settore dell’allevamento del bestiame, che comprende bovini, ovini e caprini, è significativo anche per il sostentamento rurale. Tuttavia, un sistema di pastorizia  incontrollata ha portato al deterioramento della terra da pascolo e la situazione è esacerbata dalla siccità intermittente. Progetti passati hanno promosso un sistema coordinato di industria del pollame, hanno incoraggiato la diversità genetica dei greggi ovini e una migliore produzione ittica mediante l’utilizzazione di laghi artificiali più estesi. Il Lesotho ha anche un vasto mercato di esportazione – in primo luogo il Sud Africa – che comprende il filato di mohair, la lana e il cuoio.

Sicurezza alimentare

Il passaggio alla industria ha incrementato la povertà nelle zone rurali, in particolare per la popolazione che dipende dalla produzione alimentare; questa situazione è stata aggravata dal ridimensionamento dello sfruttamento minierio negli ultimi anni. Le malattie mortali dell’HIV/AIDS hanno avuto ripercussioni anche sulla produzione agricola avendo diminuito la capacità di forza lavoro e aumentato la percentuale di donne e di bambini che hanno dovuto trasformarsi in capo famiglia; questa pandemia è stata citata dal Programma alimentare mondiale (World Food Program -WFP) come il principale fattore di insicurezza alimentare.

Inoltre, il crescente aumento dei prezzi dei prodotti alimentari ha peggiorato ancor di più la situazione che grava sui nuclei familiari poveri, i quali riescono a produrre solo una piccola percentuale del proprio bisogno alimentare e hanno quindi bisogno di acquistare da terzi i prodotti alimentari. L’analisi dei prezzi a livello della famiglia rivela una forte tendenza al rialzo tra il 2005 e il 2007, mentre il prezzo granturco in Sud Africa, che il Lesotho importa costantemente, è aumentato anche di più. Con poco o nessun potere d'acquisto, i poveri non possono né piantare colture alimentari né permettersi di acquistare prodotti alimentari nei negozi.

Uno stato di crisi alimentare

Il Governo del Lesotho ha dichiarato lo stato di crisi alimentare il 9 luglio 2007 in seguito a grandi danni alle colture causati da uno dei peggiori periodi di siccità degli ultimi tre decenni. Gli studi delle organizzazioni internazionali come il Programma mondiale di Alimentazione (PMA), l’Autorità per la Gestioni dei Disastri (Disaster Management Authority -DMA) e la FAO  come anche organizzazioni nazionali come l’Ufficio Statistico  the (Bureau of Statistics) hanno confermato lo stato di crisi alimentare per la stagione agricola 2006/2006.

La FAO e il PMA, insieme al Comitato per la Valutazione della Vulnerabilità del Lesotho (Lesotho Vulnerability Assessment Committee -LVAC), hanno stimato che 401200 persone sarebbe in deficit alimentare durante questo periodo. Tenendo conto della 7 000 tonnellate di aiuti alimentari già in preparazione, è stato stimato che sono indispendabili  circa 30000 tonnellate di cereali e altre 6 700 tonnellate di non-cereali, o il loro equivalente in danaro, (che il Governo e/o l’assistenza internazionale avrebbero l’incarico di coprire) per soddisfare le 2 100 calorie minime di fabbisogno giornaliero.

201202241159220262In un ulteriore sforzo per migliorare la situazione, la FAO grazie al Fondo Centrale di Risposta alle emergenze delle Nazioni Unite (Central Emergency Response Fund -CERF) ha fornito assistenza sotto forma di sementi, fertilizzanti, strumenti di base e l’aratura per circa trentacinque 35000 famiglie agricole vulnerabili in diversi distretti del paese, al fine di consentire loro di seminare per la stagione 2007/08. Una stima di 385 tonnellate di sementi sono state distribuite agli agricoltori ad una fiera che ha avuto luogo durante tutto il paese tra agosto e ottobre 2007. Si prevede che circa 5 600 tonnellate di granturco, sorgo e fagioli saranno prodotte grazie agli aiuti.

La via del futuro

Vi è tuttavia il potenziale per migliorare le pratiche agricole per consentire alle famiglie di produrre di più e migliorare  la loro condizione nutrizionale. In risposta alla crisi della sicurezza alimentare 2007, il Governo del Lesotho ha elaborato una serie di strategie per garantire la sicurezza nazionale alimentare nel futuro, tra cui:

  • Identificazione dell'agricoltura in quanto settore chiave della strategia di riduzione della povertà.
  • Miglioramento della produttività agricola e della sicurezza alimentare attraverso la massima utilizzazione delle terre coltivabili, susside, promozione e colture resistenti alla siccità fino ad arrivare  alle coltivazioni dei giardini di casa.
  • Sviluppo dei “ block farming” per migliorare l’agricoltura in zone irrigate artificialmente o semplicemente dalla pioggia.
  • Sviluppo dell’agricoltura di conservazione e controllo delle acque utilizzando il sistema della raccolta delle acque.
  • Istituzione di aree di gestione per migliorare il pascolo e la gestione delle risorse naturali.

StampaCondividi via Email

Link correlati